Petizione per un piano straordinario di reclutamento, e per il rilancio del comparto della ricerca

Cara/-o Collega,

i risultati della prima Abilitazione Scientifica Nazionale, tornata 2012, sono stati in gran parte resi pubblici dal MIUR. Questi risultati arrivano a ben tre anni dall’entrata in vigore della L. 240/10 che ha decretato la messa a esaurimento dei ricercatori a tempo indeterminato e ha creato la figura del ricercatore a tempo determinato, e sono il primo passo per sbloccare le promozioni e il reclutamento di professori nel sistema universitario ormai fermi da più di cinque anni. Si attende ora che si completi la procedura con lo svolgimento dei concorsi locali che porteranno alle assunzioni vere e proprie.

Il processo di abilitazione ha coinvolto 184 commissioni con 998 commissari che hanno esaminato un totale di 59.193 candidati (http://www.istruzione.it/allegati/Abilitazione_scientifica_nazionale_i_numeri.pdf), con regole oggettivamente complesse e in alcuni punti molto discusse. In un contesto simile non stupisce che singoli risultati abbiano provocato sulla stampa e negli ambienti scientifici dibattiti e polemiche. Senza voler giudicare nel merito specifico la fondatezza di tali polemiche, occorre però distinguere i singoli casi dalla procedura nel suo complesso, che tra l’altro si è svolta con modalità di straordinaria trasparenza se confrontate con quelle del passato. È necessario portare a termine il meccanismo concorsuale, per dare finalmente realizzazione alle giuste aspirazioni di carriera dei molti validi studiosi che si sono sottoposti alla valutazione. Solo alla fine di questo processo si potrà dare un giudizio complessivo sul nuovo modello di reclutamento e si potrà valutare quali correttivi sia necessario apportarvi, facendo estrema attenzione a non creare un ulteriore blocco che sarebbe esiziale per il sistema universitario e soprattutto per i tanti giovani di talento che ancora credono nella ricerca e nell’innovazione in questo paese.

Il sistema universitario italiano ha già perso (per i tagli ai finanziamenti – il settore universitario è tra i pochissimi dello Stato che ha visto una drastica riduzione delle spese negli ultimi anni –, gli attacchi mediatici, il blocco degli scatti – penalizzante in maniera inaccettabile soprattutto per i più giovani –, il blocco del reclutamento già richiamato, le infinite difficoltà burocratiche nella gestione, eccetera) le energie e l’entusiasmo di molti ricercatori di talento, che hanno cambiato mestiere o sono emigrati all’estero. Tutto ciò a totale detrimento dell’interesse del paese che proprio in questi anni di crisi ha bisogno di sfruttare la capacità di innovazione, trasferimento tecnologico e lo slancio culturale che solo il mondo della ricerca può offrire. Sono molti i dati oggettivi che dovrebbero spingere a investire sul settore, come stanno facendo le principali nazioni a livello mondiale, dedicando risorse che consentano ai ricercatori di operare nel paese in un contesto che favorisca e premi l’ottenere risultati significativi, fornendo sia i finanziamenti e le attrezzature necessarie per lo svolgimento del loro lavoro che assicurando concrete possibilità di assunzione e di progressione di carriera agli studiosi validi.

 Per questi motivi vi chiediamo di sostenere con la vostra adesione un appello al nuovo governo e al parlamento per incoraggiare il completamento di questa prima tornata di abilitazioni e il proseguimento (con eventuali correttivi ma senza blocchi) delle previste tornate successive, nell’ottica di una auspicata regolarizzazione del reclutamento universitario, e per chiedere un rilancio globale del comparto universitario e della ricerca, comparto che può svolgere un ruolo essenziale sia per la crescita culturale che per la cruciale innovazione del settore industriale nel paese.

In particolare chiediamo al Governo e al nuovo Ministro di:

  • Destinare risorse specifiche per il reclutamento dei nuovi ricercatori, che difficilmente potranno essere compresi nell’attuale finanziamento ordinario delle università italiane vista l’estrema riduzione che ha subito nell’ultimo quinquennio.
  • Finanziare il secondo triennio del piano straordinario di reclutamento dei professori associati in modo da dare sia concrete prospettive di carriera ai validi ricercatori a tempo indeterminato, messi a esaurimento dalla L. 240/10, sia maggiori possibilità di fare entrare nel sistema italiano talenti attualmente all’estero o comunque esterni al sistema universitario ma in possesso di abilitazione.
  • Prevedere un progressivo innalzamento del FFO in modo da liberare risorse per posti da professore ordinario, consentendo così agli studiosi più meritevoli e maturi di raggiungere il giusto riconoscimento alle proprie aspettative, e per posti di ricercatore a tempo determinato di tipo B, in modo da poter far entrare nel sistema i giovani migliori.
  • Rivedere i meccanismi di finanziamento alla ricerca in modo da garantire le risorse necessarie per rinnovare i laboratori di ricerca e per poter collaborare con istituzioni internazionali, condizioni minime per poter operare efficacemente a livello mondiale nel mondo della ricerca .
  • Togliere il blocco degli scatti stipendiali per il comparto, che penalizza fortemente soprattutto i giovani ricercatori che dovrebbero essere visti come una risorsa e non un costo per il paese.
  • Semplificare drasticamente i meccanismi di gestione delle attività ordinarie nel sistema universitario e della ricerca, in modo da permettere ai ricercatori di concentrare le proprie energie soprattutto sui loro compiti primari, che sono la didattica e la ricerca.

 

Petizione per un piano straordinario di reclutamento, e per il rilancio del comparto della ricerca

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Nome e CognomeAteneo
Diana Amantea
Università della Calabria
Francesco Di Natale
Università degli Studi di Napoli "Federico II"
Luca Di Rienzo
Politecnico di Milano
Angelo Di Egidio
L'Aquila
Antonino Di Iorio
Università degli Studi dell'Insubria
renato pietroletti
l'aquila
Gianmaria De Tommasi
Federico II Napoli
Anna Delera
Politecnico Milano
Elena Garcea
Università di Cassino e del Lazio meridionale
Francesco Tadini Buoninsegni
Università di Firenze
Nicola Caterino
Università degli Studi di Napoli Parthenope
Fulvio Delle Donne
Università della Basilicata
Maddalena Collini
Milano Bicocca
natalina carrà
università mediterranea di reggio calabria
Carlo Cosentino
Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro
Antonio Bonfitto
Università di Bologna
Gianni Pagnini
BCAM - Basque Center for Applied Mathematics; Bilbao, Spagna
Alessandra Dalmasso
torino
Carla Faraci
Università di Messina
Anna Chiorino
Università degli Studi di Torino
Lucio Pellacani
Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
Marcello Farina
Politecnico di Milano
marco d'annuntiis
università di camerino
Paola Comodi
Università di Perugia
salvatore federico
Universita' di Milano
Marco Vighi
Milano Bicocca
Liborio Dibattista
BARI
Alessio Farcomeni
Sapienza - Università di Roma
Sandro Banfi
Seconda Universita' di Napoli
Angela Favaro
Padova
Pietro Belotti
ex Politecnico di Milano, ora nell'industria (UK)
Matteo Bernardini
Università di Roma La Sapienza
Alberto de Chiara
Seconda Università di Napoli
Giulio De Donato
Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
Federico De Matteis
Sapienza Università di Roma
Stefano Fenoglio
Università del Piemonte Orientale
Maria Antonietta Esposito
Universita degli Studi di Firenze
Riccardo Ferrando
Università di Genova
Claudia Landi
Università di Modena e reggio Emilia
Anna Fino
ALBERTO COMELLI
Parma
Giuseppe Fallacara
Politecnico di Bari
Elena Esposito
Università di Modena e Reggio Emilia
Alberto Mario Mura
Sassari
David Vitali
Università di Camerino
Giuseppina Notaro
Università degli studi di Napoli "L'Orientale"
Jo De Waele
Università di Bologna Alma Mater
Ugo Serani
Bari "Aldo Moro"
Luca Fabris
Padova
Tommaso DI MARCELLO
Università Roma Tre

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