I NO ed i SI del Coordinamento Giovani Accademici

Analisi della legge 133 2008 e delle leggi in materia di Università 2008 (decreto legge 93/08 trasformato in legge 126)

Il presente documento è stato approvato (tramite sondaggio elettronico) dai membri del CGA.

NO ai tagli associati alla riduzione del turnover ed ai tagli al fondo di finanziamento ordinario previsti nel decreto legge 93/08 (legge 126 2008).

L'università è aperta a confronti per individuare fonti di possibili risparmi e razionalizzazione. Tuttavia, se confermati nella attuale formulazione per il 2009-2012, i tagli previsti dalle leggi 133 e 126 sono insostenibili. Attualmente più del 90% del Fondo di Finanziamento Ordinario corrisposto dal Ministero dell'Università e della Ricerca ad ogni singolo Ateneo è utilizzato per pagare gli stipendi dei dipendenti delle Università. I tagli previsti nei prossimi cinque anni non solo limiteranno il ricambio generazionale, fondamentale per l'efficienza del sistema universitario (riduzione del reclutamento in funzione dei pensionamenti), ma porteranno anche le università con "i conti in ordine" (con un rapporto tra spese per gli stipendi del personale e FFO pari al 90%) in condizione di non riuscire a pagare gli stipendi in meno di cinque anni.

Questo taglio di risorse colpisce quindi in modo indiscriminato tutti gli Atenei, senza introdurre nessun segnale di riconoscimento per le amministrazioni che gestiscono in modo più responsabile le risorse pubbliche. In questo modo, inoltre, NON VIENE DATO nessun margine di manovra alle università per poter migliorarsi e poter operare in senso virtuoso ma le si pone di fronte ad una situazione economica ingestibile (da bancarotta) diminuendo l'erogazione di fondi dallo stato senza che possano diminuire le spese in ugual maniera.

SI ad un sistema di incentivi e disincentivi che premi e penalizzi gli atenei virtuosi/non virtuosi.

SI ad una razionalizzazione del sistema universitario e ad una razionalizzazione delle spese.

Una prima proposta del Coordinamento Giovani Accademici è di rendere chiari, trasparenti e disponibili in rete i bilanci delle Università. Gli studenti ed il corpo docente possono essere parte attiva nella proposta di soluzioni per razionalizzare le spese. Le informazioni sulle voci di spesa (al momento difficili da recuperare) devono essere rese disponibili pubblicamente.

Si parla tanto di merito e di concorrenza tra gli Atenei, ma le leggi finora emanate non hanno in pratica innescato nessun processo virtuoso perché a comportamenti positivi nella gestione dei bilanci NON CORRISPONDE nessun riconoscimento nella distribuzione delle nuove risorse.

NO alla trasformazione delle Università in Fondazioni.

Una trasformazione così profonda della natura giuridica delle università (sia che essa coinvolga solo parte del patrimonio pubblico o l'università nel suo complesso) NON PUO' ESSERE LIQUIDATA in una frase. Infatti: non sono sufficientemente chiare le implicazioni di tale trasformazione che quindi al momento porterebbe le Università a fare un salto nel buio. Le università pubbliche sono già dotate di strumenti legislativi (che devono solo essere rafforzati) per consentire finanziamenti da parte di capitale privato.

Un cambiamento di tale portata meriterebbe una riflessione e un dibattito molto più approfondito, tenendo anche conto che, in ogni caso è essenziale mantenere il carattere PUBBLICO del sistema universitario nazionale. Non appare credibile che capitale privato possa essere riversato nelle casse universitarie nella attuale situazione di recessione economica. Per convogliare capitale privato a finanziamento delle attività universitarie serve anche una trasformazione culturale che porti ad una maggiore sinergia tra ricerca accademica e ricerca e sviluppo industriale.

Una prima proposta del Coordinamento Giovani Accademici è quella di rafforzare la legislazione vigente che già prevede la possibilità che il 40% dell'importo di contratti di ricerca ad università pubbliche da parte di aziende possa essere detratto dal loro imponibile IRES. Si chiede che tale percentuale venga aumentata al 100% ed includa anche finanziamenti alle Università pubbliche per attività didattiche, istituire borse di studio, per edilizia universitaria.

NO a bloccare le assunzioni dei giovani per i prossimi anni.

Gli scienziati, come gli atleti, raggiungono i loro migliori risultati nelle prime fasi della loro carriera. Come sarebbe impensabile che una squadra italiana olimpica composta da cinquantenni e sessantenni possa ottenere buoni risultati, così non risulta credibile che il mondo della ricerca italiana possa vincere la sfida della competizione internazionale, promuovere la cultura, avanzamenti scientifici e tecnologici, senza un ricambio generazionale.

Occorre 1) rendere regolari le assunzioni nel tempo; 2) aumentare il turnover con particolare attenzione al reclutamento dei giovani; 3) innalzare gli stipendi nelle fasi iniziali della carriera, 4) premiare le assunzioni dei più meritevoli in modo da rendere attraente (e possibile) per i giovani talenti l'essere assunti in università e nel mondo della ricerca. Un rinnovamento generazionale è anche funzionale a poter costruire un nuovo modello di università.

Alcune proposte del Ministro vanno nella direzione giusta ma ancora molto deve essere fatto in tal senso.

SI all'introduzione di requisiti minimi basati su criteri oggettivi per l'accesso a concorsi da ricercatore, associato, ordinario.

L'individuazione di tali requisiti, allo studio da parte del CUN e richiesta dal Ministro va nella direzione di una maggiore trasparenza nei concorsi. Ha il merito di rendere più complesso assumere persone con scarsa produttività e di indicare a tutti dei criteri quantificabili per le valutazioni e delle soglie minime di efficienza da perseguire. Tuttavia deve essere precisato che:

  • tale misura deve essere accompagnata da una valutazione a posteriori che responsabilizzi gli Atenei ed i Dipartimenti e premi chi assume persone di valore. Una valutazione del mondo universitario (richiesta con forza dal Coordinamento Giovani Accademici anche nella petizione di luglio 2008) è possibile. Il mondo accademico ha già elaborato criteri condivisi in alcune delle sue componenti. Esempi di lavori che sono andati in questa direzione sono gli elaeborati del Nucleo di Valutazione della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali della Sapienza (che hanno portato all'eleborazione dia criteri condivisi e internazionalmente validi per la valutazione della produzione scientifica), l'elaborazione di meccanismo per la valutazione basati su google scholar, i lavori per la valutazione interna di sedi come il Politecnico di Milano.
  • deve essere garantita la continuità nel tempo dei concorsi e delle promozioni dei migliori. A tal fine deve essere a) alzata la quota del turnover, b) devono essere sbloccati i concorsi da associati e ordinari definendo un quadro normativo anche basato sulla legge Moratti (di cui mancano i decreti attuativi), c) deve essere garantita la regolarità nel tempo dei concorsi (in modo da evitare fenomeni di precariato di lungo periodo, pur nel mantenimento della selettività delle procedure di reclutamento), d) deve essere garantito un tempo ragionevole nell'espletamento dei concorsi (aumentando il numero di sessioni concorsuali nell'anno).


Chiediamo

Che venga resa più attraente la carriera Universitaria.

SI a stipendi più alti nelle fasi iniziali della carriera in modo da renderli confrontabili a quelli degli altri paesi europei.

Il Coordinamento Giovani Accademici ha ad esempio studiato l'impatto di alzare alla prima classe stipendiale da docente confermato lo stipendio iniziale in una classe docente (mantenendo il valore dello stipendio a fine carriera) . L'incremento dei costi sarebbe molto limitato ed i giovani ricercatori sarebbero in grado di percepire stipendi dignitosi.

SI alla proposta del Ministro di finanziare progetti di eccellenza di ricercatori con meno di quarant'anni, anche allo scopo di favorire l'autonomia di ricerca dei giovani ricercatori.

Che vengano potenziati i fondi:

Potenziare fondi per l'internazionalizzazione (per consentire ad esempio ai docenti di visitare istituzioni estere di eccellenza).

Potenziare fondi per innovare i laboratori scientifici e le attrezzature di ricerca (anche utilizzando fopndi strutturali europei).

Potenziare fondi prevedere assegni di ricerca, o contratti da ricercatore a tempo determinato da allocare in base al merito (seguendo il modello del fondo giovani).

Tale ultima iniziativa dovrebbe essere portata avanti con l'obiettivo di consentire ai giovani di maggior talento di rimanere in Università in presenza del taglio del turnover, senza perdere il potenziale di una generazione. Ogni dottore di ricerca corrisponde ad un investimento dello stato tra i 100.000 e i 200.000 euro (considerando anche i costi per la permanenza in istituzioni estere, per conseguire una laurea, per le attrezzature scientifiche). MANDARE ALL'ESTERO UNA INTERA GENERAZIONE DI DOTTORI DI RICERCA È UN DANNO ECONOMICO CONSIDEREVOLE PER IL PAESE.

                                                                                                                                            Il Coordinamento Giovani Accademici