Verità e Bugie sull'Università italiana

La copertura mediatica sulla protesta universitaria degli ultimi giorni vede il riproporsi  di affermazioni ricorrenti da parte del mondo politico, alcune delle quali discutibili o facilmente confutabili. In questa pagina ci proponiamo di confermare o confutare alcune delle considerazioni che ricorrono più frequentemente.

Segnala altre affermazioni ricorrenti e proponi aggiunte a questa pagina.

 

I VERI MOTIVI DELLA PROTESTA ("perché protestano? Una riforma non è stata ancora fatta")

Leggi la Lettera aperta sulla protesta.

 

LE TEMPISTICHE DELLA PROTESTA (rispondendo al Ministro Brunetta che lamenta una tardiva protesta)

  • Il coordinamento giovani accademici rende noto che la protesta verso i decreti 133 e 126 è in atto da giugno/luglio 2008. La protesta ha portato in estate a raccogliere migliaia di firme contro i decreti legge che erano in approvazione in parlamento, a richiedere incontri con il Ministro Gelmini (incontri non accordati)  in nome di una condivisa necessità di rinnovamento dell’Università. I senati accademici delle principali università hanno espresso il loro disaccordo al modus operandi (tagli senza una vera riforma) in estate e assemblee partecipatissime si sono svolte nelle principali università. La mobilitazione del corpo docente a luglio non ha tuttavia consentito di  bloccare le approvazioni dei decreti legge, avvenute con la fiducia in poche settimane. L’informazione sulla situazione in essere è circolata tra gli studenti all’inizio delle lezioni del nuovo anno accademico, portando ad un coinvolgimento nella protesta anche della parte studentesca che ha sviluppato un movimento autonomo.

 

LE REALTA’ DI ECCELLENZA NEL NOSTRO PAESE (rispondendo alle molteplici affermazioni sulla mancanza di realtà di eccellenza nel sistema universitario italiano)

  • Esistono nel nostro paese realtà di eccellenza. Tuttavia nel nostro paese le Università tendono ad eccellere solo in alcuni settori (a livello di singole Facoltà). Questo significa anche che per stimolare il merito non è sufficiente premiare o penalizzare una determinata università ma devono essere premiate direttamente quelle realtà (Facoltà/Dipartimenti) di eccellenza. Si vede anche chiaramente come situazioni floride di bilancio non si traducano in eccellenza (un mero criterio economico di valutazione delle Università è quindi assai pericoloso).
  • Una indicazione corretta delle realtà di eccellenza si può avere analizzando quali sono le Università nelle prime 100 al mondo in alcuni settori secondo due dei più accreditati sistemi di ranking Internazionali: il The Times World University Ranking e lo Shanghai Jiao Tong University Academic Ranking of World Universities.

 

Il The Times World University Ranking 2008 elenca le migliori 100 università dividendo il sapere in cinque diverse aree (Arts and Humanities, Life Sciences & Biomedicine, Natural Sciences, Social Sciences, Technology). Ecco le università italiane nelle prime 100 posizioni per ciascuna categoria:

Arts and Humanities
- 54esima posizione Sapienza Università di Roma
- 55esima posizione Università di Bologna

Natural Sciences
- 37esima posizione Sapienza Università di Roma

Social Sciences
- 75esima posizione Università Commerciale Luigi Bocconi
- 90esima posizione Università di Bologna

Technology
- 63esima posizione Politecnico di Milano

Perché non ci sono più università italiane nelle prime 100 posizioni? Perché queste università che sono comunque note e stimate in ambito internazionale non sono in posizioni più alte?

È interessante considerare i criteri adottati per la valutazione dal The Times World University Ranking. La valutazione è basata su:
- peer review della comunità accademica internazionale (per valutare il livello scientifico della ricerca);
- peer review da parte della aziende che assumono laureati di quelle università (per valutare il livello di praparazione dei laurati);
- numero di docenti/numero di studenti;
- numero di citazioni per docente (a valutazione dell’impatto della ricerca);
- grado di internazionalizzazione (numero di studenti stranieri immatricolati, numero di docenti stranieri).

Analizzando i dati è abbastanza evidente come le principali università italiane abbiano una valutazione molto migliore della loro posizione per quanto riguarda i primi due criteri, si difendano in termini di numero di citazioni (piuttosto elevato anche se migliorabile) ed abbiano un bassissimo grado di internazionalizzazione. Si noti come su quest’ultimo punto poco si possa fare senza una politica che renda più attraente studiare e venire a fare ricerca in Italia.

La valutazione Academic Ranking of World Universities 2008 compilata dalla Shanghai Jiao Tong University si basa invece su criteri diversi.
- la valutazione della qualità della didattica è più di lungo periodo e basata sul numero di laureati che hanno vinto prestigiosi premi (come il Nobel e la medaglia Fields);
- la valutazione dell’eccellenza della ricerca è basata su criteri di eccezionalità nella ricerca (numero di docenti vincitori di premi Nobel e medaglie Fields, numero di docenti tra i più citati del mondo);
- la valutazione della produttività è basata sul numero di articoli scientifici su riviste di eccellenza come Science o Nature, il numero di articoli presenti nello Science Citation Index-expanded, e sul Social Science Citation Index.

Secondo questi criteri compaiono nelle prime 200 università del mondo cinque università italiane. Tra la centesima e la centocinquantesima posizione l’Università di Milano, l’Università di Pisa e l’Università di Roma Sapienza. Tra la centocinquantesima e la duecentesima posizione l’Università di Padova e l’Università di Torino.

Il sistema di valutazione prevede anche un ranking delle migliori Università nei seguenti campi: Natural Sciences and Mathematics, Engineering/Technology and Computer; Life and Agriculture Sciences; Clinical Medicine and Pharmacy; Social Sciences. Qui di seguito le università italiane che sono nelle prime cento del mondo in questi settori secondo i criteri di questa seconda metodologia di valutazione. Le università sono elencate all’interno di intervalli di ranking per ordine alfabetico.

 

Migliori 100 Università del mondo per settore secondo l’Academic Ranking of World Universities 2008

Natural Sciences and Mathematics
- Università di Pisa (tra la 52esima e la 76esima posizione)
- Sapienza Università di Roma (tra la 77esima e la 107esima posizione)

Engineering/Technology and Computer
- Politecnico di Torino (tra la 51esima e la 75esima posizione)
- Università Federico II di Napoli (tra la 76esima e la 107esima posizione)
- Sapienza Università di Roma (tra la 76esima e la 107esima posizione)

Clinical Medicine and Pharmacy
- Università di Milano (46esima posizione)

 

IN SINTESI:

  1. quando si guardano i ranking delle migliori 100 università del mondo per settore scientifico compaiono ben dieci università italiane;
  2. metodologie di ranking diverse cambiano un po’ i ranking e le università individuate come migliori non sempre sono le stesse. Le università di eccellenza rimangono le stesse ma possono scendere un po’ o salire nei ranking a secondo dei criteri adottati. Questo evidenzia come sia importante una riflessione ampia e di durata maggiore ad una settimana prima di arrivare a criteri di valutazione (che comunque non potranno essere perfetti ma dovrebbero essere usati come stimolo per una maggiore virtuosità del sistema universitario).

 

L’ECCELLENZA IN PIAZZA

Dovrebbe fare riflettere il fatto che molte delle realtà di eccellenza secondo i ranking internazionali sono attive nella protesta in questi giorni, a dimostrazione del fatto che si desidera dare un contributo ed aprire un confronto, e della preoccupazione di chi ben fa e vorrebbe rimanere in condizione di poter bene operare.